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STORIA GEOLOGICA DELLE BALZE

La penisola italiana è il risultato dello scontro lento ma continuo tra la placca tettonica africana e quella europea: grazie a queste spinte telluriche, iniziate circa 25 milioni di anni fa, si sollevò la catena dell’Appennino. Gli strati rocciosi si sollevarono dal fondo del mare, dove si erano formati, e divennero montagne: poiché nel frattempo la pressione delle placche tettoniche si era esaurita, si sono originate molte fosse in tutta la zona appenninica: il Valdarno è una di queste conche, tra le più grandi. Quando il fondo del Valdarno cominciò lentamente a sprofondare, le acque di scorrimento superficiale, vi si accumularono, e formarono un lago.
Tra i due milioni e i centomila anni fa, i corsi d’acqua che scendevano dal Pratomagno accumularono nel lago e nei paraggi prima argilla e poi sabbie e ciottoli, i materiali di cui oggi si compongono rispettivamente la base e le pareti delle Balze.
I sedimenti portati dai corsi d’acqua al lago ne determinarono il progressivo interramento. L’attività erosiva è andata nei secoli modellando il terreno, finendo per formare colline tondeggianti al centro del bacino, mentre dove il suolo è più resistente all’erosione sono sorte le balze.
I borri e le acque di dilavamento causano l’arretramento delle pareti delle balze e ne provocano il crollo: esse si sgretolano gradualmente e si trovano a svettare isolate.
Questa terra, a lungo andare, cadrà sotto i colpi del tempo, ma ciò non accadrà domani né per centinaia di anni ancora: le balze saranno a lungo tra noi, a ricordarci la stupenda storia geologica del Valdarno superiore.

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