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Santa Maria al Piano

Storia
Santa Maria al Piano nacque come monastero femminile benedettino, poi passò all’ordine vallombrosano. Fino al XIII secolo appartenne al Comune di Leccio. Nel 1426 divenne parrocchia sotto il patronato dei Redditi e degli Altoviti, sottoposta alla chiesa di Santa Margherita a Cancelli. Nel 1580 fu unita allo Spedale degli Innocenti di Firenze. Nel XVII secolo Santa Maria al Piano divenne patronato del Granduca, e fu restaurata: furono rialzati i muri, eliminato l’abside e modificate le finestre. Nel 1780 la parrocchia, che in quegli anni contava meno di sessanta anime, fu soppressa, e passò in proprietà alla nuova parrocchia di San Jacopo a Reggello, ed il suo popolo passò in parte alla parrocchia di Cancelli, e in parte a quella di Rota.

Architettura
Ecco la descrizione di Santa Maria al Piano nel 1779: «braccia 24 di lunghezza e 7 di larghezza. Ha una porta verso l’orto e semplice tetto. Vi sono tre finestre ed un occhio sopra la porta. A dette finestre non vi sono vetri ma impannate con le imposte. L’interno intonacato senza coro ma col solo presbiterio. Pavimento a mattoni. Un solo altare con mensa di pietra, sopra un quadro dell’Assunzione di Maria. Il tabernacolo in legno dorato. Cimitero contiguo alla chiesa. Il campanile non coperto con due campane e sopra una croce di ferro».

L’oratorio della Madonna della Neve a Cognorsi era al tempo annesso alla chiesa: in ottimo stato nel 1778, oggi versa in completa rovina. Anche l’edificio maggiore è ora ridotto a pericolante rimessa agricola, ed il pianoro circostante cui la parrocchia deve il nome si trova in stato di degrado a causa dell’azione erosiva di fossi e torrenti limitrofi.

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