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Santa Tea a Cascia

L’area di Santa Tea è stata umanizzata già durante la preistoria, come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici, e vi sono stati rinvenuti anche resti d’età romana, sebbene non siano sufficienti per ipotizzare una vera continuità insediativa. Il toponimo deriva da Santa Tea Martire, il cui culto, molto diffuso nella Cristianità tardoantica, potrebbe essersi sviluppato nel reggellese fin dal periodo gotico-bizantino.

Storia
La chiesa di Santa Tea è annoverata tra le suffraganee della pieve di Cascia nelle Decime del 1274-75 ed in quelle del 1301, 1302-3. Forse fin dal XII secolo, il suo popolo apparteneva alla comunità dei “Quattro Popoli di Cascia”. Nel 1833 è però inclusa fra le parrocchie «da lungo tempo soppresse», e già 1689 era, assieme all’oratorio di Santo Stefano al Borgo, non più che un annesso della pieve.

Architettura
Il complesso architettonico è costituito da più corpi di fabbrica addossati alla chiesa in epoche successive. Ad eccezione delle abitazioni, di edifici di Santa Tea sono oggi occupati dalle strutture di un frantoio. La chiesa è ad unica navata orientata est–ovest con abside semicircolare, ed ha subito un consistente intervento di consolidamento nel 1950, quando furono ricostruiti il coronamento delle pareti ed il tetto. La parete nord, che si affaccia sulla strada che dalla pieve di Cascia conduce a Fognano, è caratterizzata da diverse tessiture murarie; la disorganicità del prospetto è frutto di molteplici interventi d’età medievale: fra questi, è documentata una ricostruzione nel XV secolo. Nella parte inferiore della muratura si osservano grosse pietre di arenaria disposte in corsi pressoché paralleli, attribuibili ad una riedificazione intrapresa tra XII e XIII secolo; invece i piccoli conci di colombino, stretti e allungati, che si trovano più in alto, provengono dal cantiere altomedievale della pieve di Cascia, come prova un elemento di reimpiego scolpito a mezzotondo. I motivi fitomorfi del bassorilievo corrispondono a quelli del primitivo portale di accesso, parzialmente conservato in facciata, e sono simili ad altri rilievi della zona d’età altomedievale (XI secolo): è probabile dunque che l’edificio attuale sia sorto sui resti di una struttura più antica. Sul lato sud, la parete inglobata nel frantoio presenta un portale laterale del XIII secolo.

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